Autunno Avventura: Fortino e Forra Rio Cjanevate

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Sembra essere uno dei periodi meno divertenti dell’anno, ma per noi è solo “Autunno-Avventura”! Oggi vi raccontiamo l’esperienza al Fortino e alla Forra del Rio Cjanevate.

La giornata inizia con la partenza da Udine di prima mattina per raggiungere la guida e i nostri compagni di avventura presso l’Osteria Rosso di Sera a Cavazzo Carnico (maps). Qui facciamo una colazione energetica e poi scorta di panini al supermercato per non farci cogliere impreparati dalla fame post-attività.

Saliamo di nuovo in macchina e percorriamo le stradine del paese per qualche minuto fino a raggiungere il punto dal quale l’avventura avrà inizio. Qui la nostra guida, Alessandro De Santis, ci fornisce tutta l’attrezzatura di sicurezza e l’abbigliamento necessario: tuta da speleologi, caschetto, torcia frontale, imbrago e altri mille marchingegni che, ammettiamo, non conosciamo ancora alla perfezione… ma ci basta una breve spiegazione e ci sentiamo pronti per partire!

Autunno Avventura: Fortino e Forra Rio Cjanevate

Il sentiero di avvicinamento è breve, semplice ed incredibilmente rigoglioso. Camminiamo e ci fermiamo qua e là per apprezzare qualche fungo che sbuca ai lati della stradina, i profumi della natura e qualche animaletto incuriosito dalla nostra presenza.
Dopo circa 15 minuti giungiamo alla Grotta dei Pagansuna grande cavità carsica che sembra non portare da nessuna parte ma… grazie anche all’ausilio della torcia frontale, ci accorgiamo che da una piccola apertura laterale si apre un mondo e proprio quel varco sarà l’inizio della nostra avventura.

Entriamo quindi nel fortino, un sistema di bunker a scopo difensivo risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Lo stupore aumenta ad ogni passo: pareti perfettamente conservate, canaline per far passare i cavi elettrici, ampie stanze, servizi igienici, vasche per il gasolio da cui veniva ricavata la corrente elettrica per l’illuminazione…
Dopo aver percorso il primo piano in tutta la sua lunghezza, arriva il momento di cimentarsi con i rudimenti di speleologia: l’unica via di accesso al piano di sopra è un “pozzo” dalle pareti molto alte e levigate. Muoviamo i primi passi in modo impacciato ma riusciamo in breve tempo (e grazie ai preziosi suggerimenti della guida) ad applicare le tecniche normalmente utilizzate in grotta e ci ritroviamo al piano superiore, altrettanto ben conservato.

Quando usciamo di nuovo alla luce del sole lo spettacolo che ci attende è davvero unico!
Ci troviamo sopra la forra e possiamo ammirare il sinuoso percorso scavato con costanza dal Rio che scorreva proprio lì, nelle anse ora adornate da verdi muschi e arbusti.
Continuiamo ad osservarla dall’alto mentre cerchiamo il punto migliore per calarci con corda e imbrago et voilà, ci siamo!

Canyoning asciutto?

Inizia la seconda avventura della giornata: il canyoning asciutto.
La domanda sorge spontanea: può essere divertente un canyoning senza l’acqua?
Beh, noi siamo di parte, ma vi possiamo assicurare che i tuffi e gli scivoli d’acqua lasciano spazio a situazioni altrettanto emozionanti come la teleferica che abbiamo attrezzato per l’ultima calata e che ci ha portati dritti dritti al punto più magico e spettacolare della nostra escursione.

Ora, qui non possiamo raccontarvi proprio tutto altrimenti vi toglieremmo il piacere della scoperta. Per noi è stata un’esperienza unica e vi consigliamo di provarla al più presto!

Prima di chiudere, vi ricordate i panini? Usciti dalla forra abbiamo allestito il nostro pic nic, li abbiamo divorati e siamo ritornati a farci viziare ancora un po dalla ragazza dell’Osteria che ci ha saziati con salatini, patatine, pizzette e… delle freschissime mazze di tamburo fritte!

Per Info e prenotazioni: +39 389 651 4885 – LINK

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