La sensazione del volo in Mongolfiera: intervista a Paolo Barbieri

La sensazione del volo in Mongolfiera - Paolo Barbieri

D: Com’è nata la tua passione per la mongolfiera?
R: Tutto è iniziò dalla pubblicità di una mongolfiera su una rivista. Mi ha incuriosito e ho deciso di chiamare per provare a volare. Era il 1983 e a ottobre dello stesso anno ho fatto il mio primo volo libero come passeggero. Sono rimasto così affascinato al punto da decidere di prendere la licenza e, nel 1985 sono diventato pilota a tutti gli effetti. Ad oggi sono ho alle spalle 32 anni e 4.000 ore di volo.

D: Cosa ti affascina così tanto della mongolfiera?
R: La sensazione del volo in mongolfiera, libertà, spazio, sei appeso a un pallone libero all’aria aperta, ti lasci trasportare dal vento. Quando vado ai raduni che vengono organizzati in tutto il mondo, rimango sempre affascinato: vederne 50-100-200 tutte assieme è uno spettacolo unico; dipingono il cielo.

La sensazione del volo in Mongolfiera

D: Secondo te, cosa spinge le persone a volare in mongolfiera?
R: Sicuramente il fascino di qualcosa che non conoscono. La mongolfiera è una “forma” che ci incanta fin da piccoli. Un volo molto dolce, non fa rumore, quando la si guarda volare sembra quasi immobile.

D: E sulla sicurezza del volo cosa mi dici? La mongolfiera è più o meno sicura di altri mezzi?
R: La mongolfiera è un mezzo decisamente sicuro. Nel 99% dei casi, gli incidenti nascono da un errore umano di valutazione come in tante altre cose. Tecnicamente è molto sicura perchè ha una struttura molto semplice, ha pochissime parti che si possono “rompere”. Ti faccio un esempio: anni fa, sono riusciti addirittura ad attraversare l’Everest senza un attacco di cavi involucro-cesta ed è andato tutto benissimo. Bisogna considerare inoltre i momenti in cui si vola. Normalmente ci sono due momenti della giornata in cui l’aria è più stabile: l’alba e l’avvicinarsi del tramonto. La mongolfiera è un mezzo poco navigabile e, se la inseriamo in una condizione di instabilità, anche il volo diventa imprevedibile.

D: Quali sono i pregiudizi che hanno di solito i passeggeri prima del volo?
R: Una delle cose che le persone amano di meno è l’orario. Nel weekend molti preferiscono stare a letto, non sapendo cosa si perdono. Il volo del mattino è di solito anche il più bello. Poi hanno paura che salendo faccia freddo, ma in un volo normale non si raggiungono quote per le quali la diminuzione di temperatura è percepibile, si raggiungono i 500-600 metri di altezza e la temperatura diminuisce di massimo due gradi. Inoltre, ci si muove nel vento e viene quindi a mancare l’effetto di “wind chill”, facendo sì che, molto spesso, si abbia meno freddo in volo rispetto a terra.

D: Come funziona una mongolfiera?
R: La mongolfiera sfrutta un semplice fenomeno della fisica: il Principio di Archimede. Il pallone è un contenitore di aria calda che viene scaldato dal pilota utilizzando un bruciatore alimentato a propano. Lo stesso bruciatore si usa anche per rallentare la discesa, dosando con una forza diversa la quantità di aria calda che entra nel pallone: è un po’ come l’acceleratore di un’automobile. Il volo è un volo a vista, la quota massima consentita è 19.000 piedi (circa 6.000 metri), e comunque questo dato dipende dalle regole dell’area in cui si vola. Le mongolfiere più grandi trasportano al massimo 30 passeggeri e hanno involucri di massimo 21.000m3 (40m di altezza e 40m di diametro). Ti faccio un esempio: la mongolfiera REMAX con cui effettuiamo i voli normalmente è 7000m3, che equivalgono a 25 appartamenti da 100m2.

Palloni in volo, le regine dei cieli

Volo libero in Mongolfiera Friuli Venezia GiuliaD: Ho visto che esistono mongolfiere con forme speciali, me ne parli?
R: Vengono prodotti palloni con varie forme che riproducono prodotti di aziende o personaggi di fumetti o animali, ecc. Per le aziende è un ottimo strumento di promozione: chiunque è attratto dal volo di una mongolfiera, tutti la guardano, fanno le foto, le postano sui social. Un esempio recentissimo è questo: qualche ora dopo aver fatto l’ultimo volo a Carpineti (RE), abbiamo cercato su Instagram l’hashtag #mongolfiera e abbiamo trovato centinaia di foto del volo fatto poco prima, fatte sia dai nostri passeggeri che da persone a terra. C’erano anche persone che commentavano chiedendo cosa fosse REMAX.

D: Quando si è lassù, si ha davvero un punto di vista incredibile… cosa ti ha colpito del volo in Friuli?
R: Il Friuli è una regione molto verde, circondata da una catena di montagne che la abbraccia e protegge. Alcune mattine a ciel sereno, partendo da Povoletto, siamo riusciti a vedere anche il mare. Alpi, pianura, mare in un unico panorama… davvero molto bello. E poi dall’alto si vedono bene anche i vostri fiumi che hanno un’acqua incredibilmente limpida che in molti tratti cambia anche colore.

D: Paolo dai raccontami il tuo sogno nel cassetto… 
R: Il mio sogno è di continuare a volare in tutto il mondo. E poi, con mio figlio, ho un progetto decisamente importante: vorrei condurre un dirigibile su Roma, facendo ammirare ai turisti la città dall’alto.

Nel frattempo ci raggiunge anche il figlio di Paolo, Edoardo Barbieri (19 anni), pilota da 1 anno e mezzo, e approfittiamo per fargli alcune domande:

D: Ciao Edoardo! Ho letto che sei il pilota più giovane che l’Italia abbia avuto, giusto? Cosa ti dicono i passeggeri quando ti vedono al comando?
R: Sì, ma adesso non lo sono più. Ce n’è uno più giovane! Di solito non capiscono che sono io il pilota. Una volta una signora è perfino scappata! Ha voluto volare con mio padre…

D: Cosa ti piace di più del volo in mongolfiera? Qual è il posto più bello dove hai volato? 
R: Posso guardarmi intorno a 360 gradi. Non è movimentata come un mezzo a motore. Puoi anche divertirti volando basso sfiorando gli alberi o sorvolando fiumi e ruscelli… E’ come sentirti parte della natura solo sfiorandola. Il volo più bello sicuramente sopra le Alpi, dove ho volato insieme a mio papà, e poi Roma, dove abbiamo volato affiancati con due mongolfiere, stupefacente!

Paolo Barbieri Friuli venezia Giulia MongolfieraD: Parliamo di sicurezza: molti ritengono che la grotta sia pericolosa..So che hai partecipato anche a gare di Mongolfiera, non sapevo esistessero… in cosa consistono?
R: Di solito sono gare di precisione o di lunghe distanze. Ad esempio: passare sopra a bersagli, marcare con il GPS il punto più vicino raggiunto rispetto al bersaglio, lanciare un sacco di sabbia su una croce a terra, percorrere la massima distanza possibile all’interno di un’area delimitata, disegnare un angolo di 180 gradi segnando 3 punti… esistono diverse tipologie di gare!

Grazie Paolo e Edoardo Barbieri per il tempo che ci avete dedicato e per tutte le curiosità a cui avete risposto. Ci vediamo al prossimo volo!!

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