Trekking a cavallo in coppia, una giornata da ripetere!

trekking a cavallo

Qualche mese fa, il mio ragazzo mi ha regalato un’esperienza a cavallo nella campagna friulana. Fin dal primo momento mi sono sentita come una bambina, ero felicissima all’idea di rimontare in sella! L’equitazione ha fatto parte della mia infanzia e adolescenza, un periodo che ricordo con tanto affetto ma anche molta malinconia… direi che il regalo è calzato a pennello!

10 lezioni equitazione a cavallo a pradamano udine

Preparazione del cavallo: strigliatura e sellatura

I ragazzi che lavorano presso il maneggio ci hanno accolti con simpatia e non hanno perso tempo, in pochi minuti eravamo già in fase di approccio con il cavallo assegnatoci per la passeggiata. Attraverso la cura e la pulizia del cavallo abbiamo potuto avvicinarci e farci conoscere, un momento che rappresenta molto di più di una semplice procedura per chi ama questi animali, perché significa prendersi cura del proprio amico e compagno con amore e dedizione. Significa coccolarlo e rassicurarlo, creare un legame di fiducia, familiarità e conoscenza reciproca. Strigliare il cavallo permette di verificare che sia in salute, preparandolo anche psicologicamente alle attività seguenti.

La mini-lezione iniziale

Abbiamo cominciato a passeggiare all’interno del maneggio per poter prendere un po’ di dimestichezza con il nostro corpo sulla sella ed entrare in connessione con il cavallo. Ci hanno quindi spiegato:

  • La posizione in sella
  • Come si tengono le redini
  • Lo stop del cavallo

E poi via verso la campagna!

10 lezioni di equitazione - Pradamano Friuli (UD)

Una volta comunicate tutte le dovute raccomandazioni, ci siamo avviati verso l’aperta campagna. La sensazione di libertà e spensieratezza che si prova in sella è indescrivibile, rappresenta quasi un ritorno all’essenziale, alla semplicità. Abbiamo percorso un tratto di vigneto ed è stato molto divertente passare lungo i filari! In seguito siamo passati lungo diverse stradine sterrate, spesso incontravamo delle persone intente a fare jogging, ma venivano subito piacevolmente distratti dalla nostra presenza. Puntualmente il cavallo cercava di brucare un po’ d’erbetta, soprattutto quando alcuni arbusti gli arrivavano all’altezza del muso… della serie “pret a manger”!

Passeggiando qua e là, abbiamo potuto comprendere gli stati d’animo del nostro amico: l’atmosfera è stata serena e rilassata per la maggior parte del tragitto, solo in un paio di situazioni i cavalli si sono un po’ spaventati. È stato interessante e stimolante mettersi alla prova nel sapergli trasmettere tranquillità e consentirci di proseguire la passeggiata liberi dalle preoccupazioni. Sono animali molto sensibili e poter creare una sintonia con loro è un’esperienza magica, davvero.

Passate circa un paio d’ore siamo tornati al maneggio e abbiamo dissellato i cavalli, potendo sempre contare sull’aiuto dell’esperto staff. Dopo qualche chiacchiera ci siamo salutati, ripromettendoci di tornare presto per poter rivivere bellissimi momenti a cavallo. Per concludere, consiglierei questa esperienza a chiunque, grandi e piccini, soprattutto a chi non avesse mai provato questa avventura!

La differenza tra monta inglese e monta americana

Il maneggio in questione è in stile monta inglese, io provengo da una scuola di monta americana e devo ammettere che in un primo momento ho avuto qualche difficoltà.

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Nel sellare il cavallo, la principale differenza è questa: nella monta inglese le staffe sono posizionate più in alto rispetto allo stile americano, la staffatura più lunga, infatti, si adegua a una monta prevalentemente seduta.

Per quanto riguarda l’assetto, non ho notato grosse differenze poiché, anche nella monta western, è fondamentale mantenere una corretta posizione in sella: il piede rimane parallelo al corpo dell’animale con i talloni rivolti verso il basso, le punte dei piedi e ginocchia aderenti al cavallo.

 

Un’altra significativa differenza che ho riscontrato è costituita dalle redini: nella monta inglese queste vengono tenute con entrambe le mani facendo in modo che venga sempre mantenuto il contatto del ferro sui lati della bocca. Questo perché per impartire gli ordini al cavallo, a seconda del lato verso cui si deve girare bisogna aumentare la tensione della redine. Nella monta americana, invece, è difficile vedere il cavaliere utilizzare entrambe le mani, è solito usare un’unica mano, di solito la sinistra poiché nel passato i cow-boy usavano la mano destra per utilizzare il lazzo. La differenza fondamentale sta nell’impartire gli ordini al cavallo. Essendo stata abituata alla monta americana, è proprio in questa nuova tecnica che ho riscontrato le maggiori difficoltà. Ero solita impartire il comando appoggiando sul collo del cavallo la redine opposta a quella che era la direzione verso la quale si intendeva girare. Nello stile inglese, invece, le redini si tengono più in tensione, di conseguenza la postura è meno “rilassata” rispetto alla monta western.

Ho riscontrato novità anche nella fase di stop dell’animale: tendevo a rilassare il bacino sulla sella emettendo il famoso “whoa”, mentre l’istruttore ci ha dimostrato la frenata semplicemente tendendo meccanicamente le redini verso di il proprio corpo.

 

  • scritto e inviato da Luisa Monai, adventurer.

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